Se non hanno pane, mangino brioches!



Maria Antonietta ha veramente pronunciata, rivolta al popolo francese,  la frase “Se non hanno pane, che mangino brioches”?

Révolution FrançaiseL’occasione: una rivolta di villici, per la scarsità di pane. Protagonista: Maria Antonietta d’Asburgo Lorena; i villici; la scarsità di pane. Maria Antonietta é da poco Regina di Francia e, abituata al lusso che compete il proprio rango, non ha ben capito in che Paese è venuta a stare; alla sua richiesta di spiegazione sul cosa il popolino abbia da protestare, le viene risposto: Maestà, il popolo protesta perchè manca il pane! Al che la storia tramanda la sua risposta, sprezzante: se non hanno pane, che mangino brioches!

Madame Deficit, l’Ostricagna (Autrichienne, una bella parola valigia che sarebbe stata cara al Carroll e che fondeva assieme austriaca e cagna) non fu certo la regina più popolare di Francia, e nemmeno la più preparata – se mai ce ne fu una in grado di risolvere i problemi francesi. Ma fu davvero così arguta e, diciamolo pure, stronzetta da uscirsene con una battuta così salace? 

Élisabeth Vigée Le Brun - Marie Antoinette au livre, 1785

Élisabeth Vigée Le Brun – Marie Antoinette au livre, 1785

 

Da quello che sappiamo fosse il carattere di Maria Antonietta, risulta difficile crederlo. Non dette prova di grandissima arguzia né di particolare malevolenza, verso il popolino o verso chiunque altro. Certo, era una figlia dei suoi tempi, e ancora prima della propria potentissima famiglia, e non si rese mai conto che l’ambiente francese non era quello del quale era stata educata a pensare l’immutabilità: l’ordine sociale che aveva conosciuto era irresistibilmente al tramonto, e cent’anni dopo la sua morte ne sarebbero rimasti solo alcuni scampoli.

Con tutto ciò, la paura, la tensione, l’insofferenza nei confronti di una situazione di continua e feroce critica nei suoi confronti potrebbero averla anche spinta a pronunciare parole che, se riportate, potevano diventare uno splendido slogan per condurre chiunque alla forca, degne di essere immortalate nei libri di testo per le generazioni future (nel mio, ad esempio, c’era). Ma tra un avrebbe potuto e un l’ha fatto c’è una bella differenza.

Difficile a dirsi. Certo, c’è una prova che gioca fortemente a favore della discolpa della povera Maria Antonietta: il fatto che queste parole in realtà fossero state pronunciate molto prima della sua nascita.

Nel 1741, il filosofo e scrittore Jean-Jacques Rousseau si trova presso la casa del Prevosto Jean Bonnot de Mably per un lavoro di precettore dei di lui figli; ecco uno stralcio dal capitolo VI delle sue Confessioni, in cui racconta di una serie di…piccoli furti di vino da lui perpetrati!

Avevo totalmente perduto, in casa di Mamma, la tendenza alle piccole furfanterie, perché, disponendo di tutto, non avevo nulla da rubare. D’altra parte, gli elevati principi che mi ero prescritto dovevano pormi ormai molto al di sopra di simili bassezze, e certo da allora abitualmente lo fui: ma meno per aver imparato a vincere le tentazioni che per averne estirpato la radice, e avrei una gran paura di rubare come nella mia infanzia se fossi soggetto ai medesimi desideri. Ne ebbi la prova in casa del signor di Mably. Attorniato da cosucce trafugabili che nemmeno guardavo, mi accadde di bramare un certo vinello bianco d’Arbois, piacevolissimo, di cui qualche bicchiere, che ogni tanto bevevo a tavola, mi aveva alquanto ingolosito. rousseauEra un tantino torbido; credevo di saper chiarificare il vino, me ne vantai, e mi si affidò quello; lo chiarificai e lo rovinai, ma solo all’aspetto: restò sempre gradevole a bersi, e occasionalmente mi appropriai di tanto in tanto d’alcune bottiglie per berle con comodo nella mia cameretta. Disgraziatamente non sono mai riuscito a bere senza mangiare. Come procurarmi del pane? Mi era impossibile metterne da parte. Farne acquistare dai servi significava tradirmi, e quasi insultare il padrone di casa. Comprarne io stesso, non osai mai. Un signore elegante, la spada al fianco, entrare da un fornaio e comprare un pezzo di pane: era mai possibile? Mi ricordai infine il ripiego di una gran principessa, cui dicevano che ai contadini mancava il pane, e che replicò: «Mangino focaccine.» Comprai focaccine. Ma anche qui, quali acrobazie per riuscirci! Uscito a quell’unico intento, battevo a volte l’intera città, e passavo davanti a trenta pasticcerie prima di entrare in quella appropriata. Bisognava che vi fosse una sola persona nella bottega, e che la sua fisionomia mi attraesse molto perché ardissi varcare la soglia. Ma poi, quando finalmente avevo la mia focaccina, e, ben chiuso in camera mia, andavo a scovare la mia bottiglia nel fondo di un armadio, che deliziose trincatine mi facevo tutto solo, leggendo qualche pagina di romanzo! Infatti leggere mangiando fu sempre la mia passione, in mancanza di un conversare a tu per tu. È il surrogato della compagnia che mi manca. Alterno, divorando, una pagina e un boccone: è come se il mio libro pranzasse in mia compagnia.

Insomma; nel 1741, Jean Jacques Rousseau citava a memoria una frase appartenente a qualche personaggio del passato. Secondo alcune fonti, si trattava di Maria Teresa d’Austria, ma ho anche letto di alcuni che la fanno risalire a Maria Stuarda e altri addirittura alla fantasia sfrenata di Rousseau; ma mi sembrerebbe strano che uno che é stato definito il filosofo più egocentrico di tutta la storia non abbia chiesto gli applausi per una battuta così fica. Il punto non è questo; semmai, é che Maria Antonietta sarebbe nata solo nel 1755, e avrebbe pronunciato la frase più di trent’anni dopo averla pronunciata.

 

esecuzione maria antoniettaIl bello é che se cercate il sostegno delle fonti le troverete nettamente divise su questo punto: da un lato, quelli che credono ciecamente al fatto che la Regina abbia pronunciato la fatidica frase; dall’altro, quelli che sono certi che non l’abbia fatto perchè Rousseau ne parlava con largo anticipo.

Cosa ne pensiamo noi qui? Facile. Ormai sapere com’è andata è impossibile; certo é che Maria Antonietta non può avere coniato la frase, ma può benissimo averla ripetuta. Nulla impedisce di pensare che, magari, conoscesse l’opera di Rousseau e l’avesse letta lì. I rivoltosi e gli organizzatori della futura Rivoluzione, per parte loro, sicuramente lo avevano fatto, perché Rousseau era tra i loro libri di testo indispensabili. Quindi, potrebbero benissimo essersene serviti per soffiare sul fuoco della rivolta.

Quale che sia la verità, Maria Antonietta é stata ghigliottinata, quindi un’eventuale difesa appare un poco tardiva.

Nota 1: Se vi state chiedendo com’è andata a finire la bella vita di Rousseau, lo hanno béccato a rubacchiare. Ma il Mably era tanto gentiluomo che non lo ha cacciato a scarpate nel sedere, anzi. Rousseau se n’è andato di propria iniziativa perchè il lavoro lo aveva stufato, scrivendo, da bravo ipocrita, che il Mably aveva fatto male a non cacciarlo, dando prova di poco carattere e poco decoro. Bah.

confessionsNota 2: per chiarificare il vino uno dei metodi più noti era aggiungere albume d’uovo, e non essendo Rousseau un enologo facilmente avrà usato proprio questo, che era disponibile ovunque e a bassissimo prezzo. Il fatto che non sia riuscito ad avere risultati decenti ci dice che, oltre che ladro e ipocrita, era pure inetto.

Nota 3: qui si parla di focaccine, ma é una traduzione. L’originale francese recita così:

Enfin je me rappelai le pis-aller d’une grande princesse à qui l’on disait que les paysans n’avaient pas de pain, et qui répondit : Qu’ils mangent de la brioche. J’achetai de la brioche

Adesso però non dovete mica pensare alla brioche del nostro bar, stile cornetto, più propriamente detto croissant.  Se ci avete pensato, siete in errore, assieme a circa un milione di altri giornalisti e storici che si ostinano a confondenre il croissant colla brioche e a raccontare la storiella della forma a mezzaluna per celebrare la vittoria sui Turchi, che se la sento altre due volte vomito.

Jean Baptiste Siméon Chardin, "La Brioche", 1763

Jean Baptiste Siméon Chardin, “La Brioche”, 1763

La brioche di Maria Antonietta e di Rousseau era come quella del dipinto di Chardin qui a lato e non é stata inventata alla fine dell’assedio di Vienna, ma risale al Medioevo e forse anche a prima per detta stessa dei Francesi; che però la classificano come viennoiserie, ovvero panificazione di lusso, il che fa pensare che abbiano appreso la dolciaria appunto dagli austriaci, o che comunque questi fossero all’avanguardia in questa arte (peraltro antichissima, risalente come al solito ai Romani).

Licenza Creative Commons Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.




CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO SU:

Gastrolabio