Olio d’oliva italiano? Attenzione alla falsificazione del prodotto Made in Italy



Olio d’oliva italiano? Attenzione alla falsificazione del prodotto Made in Italy

L’olio extravergine di oliva, che come tutti sanno è al centro della nostra dieta mediterranea, può essere prodotto con un metodo dove non vi sono alterazioni del prodotto finale.

Ed è questo che ci garantisce uno stile di vita necessario per vivere bene, il prezzo dell’olio extravergine di oliva è determinato dalla qualità e cura necessaria a tutta la filiera che lo produce.

In Italia abbiamo  molti esempi di aziende che producono olio di qualità che rispettano tutto le regole nazionali ed europee per portare sulla tavola dei consumatori un prodotto genuino e sano.

In questo contesto però si inserisce il problema della contraffazione e di chi per abbassare il prezzo fa concorrenza sleale adottando metodi di produzione truffaldini.
Per gli esperti del settore non è forse una novità. Il campanello d’allarme sulla contraffazione dell’olio d’oliva Made in Italy era già scattato da qualche anno.

Oggi però la notizia è diventata di dominio pubblico, e quindi di ampia rilevanza mediatica. In pratica bisogna diffidare da tutti quei prodotti contraffatti che spacciandosi per prodotti di filiera nazionale distribuiscono un olio non conforme e non realizzato con olive italiane al 100%.

L’allarme è stato lanciato dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Mario Catania.

Lo sostengono gli esperti già da un pezzo. L’olio d’oliva extravergine è ormai da qualche tempo vittima di alterazioni, adulterazioni e purtroppo, fatto ben più grave, di falsificazioni. Le cause sono da attribuire sia ad alcuni produttori senza scrupoli, che al fine di realizzare un profitto sempre più ampio, rinunciano alla possibilità di offrire un prodotto davvero di qualità, come quello che Italia, Spagna e Grecia saprebbero offrire lavorando bene.

Per mantenere il prezzo dell’olio extravergine di oliva più basso si adottano varie tecniche che spesso ne alterano la qualità in modo negativo, esistono procedimenti che sono state studiati e applicati appositamente per confondere i sensi e per eludere i  controlli.

Di queste tecniche fraudolente ne risente tutto il mercato di filiera, che negli ultimi anni aveva puntato invece di un prodotto sempre più di eccellenza e di qualità certificata.

Pensate che per avere un prodotto di un certo livello e per farlo conoscere fuori dai confini regionali, serve tempo, dedizione e lavoro accurato. Questo viene però vanificato, da chi applica questi sistemi fraudolenti, al fine di smerciare un prodotto di livello medio-basso, di fatto creando nel mercato dell’olio un vero effetto boomerang.

Non è un caso se dalle colonne dei più prestigiosi giornali nazionali, si parla già di un tentativo di affossare un settore economico che è strategico oltre che vitale per alcune delle regioni chiave, in ottica di produzione olearia.

prezzo dell'olio extravergine di oliva

Che cosa spinge un simile atteggiamento, da parte di produttori senza troppi scrupoli? Da una parte le colpe sono da dividere tra lo Stato e la Comunità europea, sulla carta estremamente puntigliose e zelanti, ma che di fatto sono tra i primi imputati per questo danno d’immagine del settore. Colpa, in effetti, di controlli inefficaci e di leggi penali davvero insufficienti per contrastare questo tipo di problema.

A complicare il tutto c’è poi la tipica lunghezza burocratica di Bruxelles, che su questo tipo di argomento, d’interesse dell’area mediterranea, sembra avere sempre meno cura e attenzione. Le normative europee sono in effetti inefficaci e complicano ancora di più i controlli sulla produzione e sulla distribuzione dell’olio d’oliva di qualità.

Non bisogna però dimenticare che il problema è prima di tutto legato al nostro Paese e ai politici che finora hanno fatto davvero molto poco, a tutela di un mercato di eccellenza e di rilevanza internazionale.

Il falso olio extravergine di oliva venduto nei supermercati da una serie di grandi case produttrici, condannate dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta, è stato un caso nazionale molto rilevante.

Da allora una nuova stretta ha colpito chi spaccia per olio tutto italiano quello fatto invece con olive Ue o extracomunitarie.

Basti pensare che l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e l’operazione del Corpo Forestale dello Stato che hanno messo in luce la maxifrode da 7000 tonnellate di falso olio extra vergine di oliva italiano, ha visto nell’analisi del Dna l’arma fumante. Nell’olio sotto indagine sarebbero stati trovati, infatti, extra vergini provenienti da Turchia, Siria, Tunisia e Marocco. Bisogna quindi diffidare da alcuni prodotti che possiamo trovare nei supermercati, dato che spesso questo tipo di olio è realizzato con un prodotto che proviene dal Nord Africa, ma che viene tranquillamente venduto come se fosse Made in Italy.

Per chi non lo sapesse, il problema non è solo di tipo legale, ma riguarda in effetti le operazioni di realizzazione del prodotto nord africano, che seguono differenti metodi, standard e una politica agroalimentare meno restrittiva rispetto a quella europea. Danno d’immagine quindi, ma anche pericolo per l’olio che viene venduto e quindi messo sulle nostre tavole. Bisogna invece puntare su una produzione di filiera corta, come viene detto in gergo tecnico.

Il prodotto più è legato al nostro territorio, più è garantito come alimento di eccellenza della nostra tradizione mediterranea. Alcune accortezze da realizzare nel momento in cui scegliete un olio d’oliva, riguardano il marchio, la consistenza del prodotto e la sua realizzazione.

Diffidate da un prodotto la cui etichetta è già poco chiara da leggere e non riporta le informazioni che per legge devono essere sempre stampate sul prodotto.

Fate molta attenzione all’olio d’oliva che acquistate e assicuratevi sempre che sia un prodotto davvero realizzato in Italia e con olive del nostro territorio.

Elena di Gregorio




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