Martino Cusumano. Pizzaiolo per passione, non per mestiere.



In una terra bella e maledetta in egual misura, come quella di Sicilia, si deve decidere subito. Si deve decidere subito se essere leoni o agnelli, se fare parte della della delinquenza o se farsi strada nella vita come un vero uomo.

Martino Cusumano, classe 77, di Mazara del Vallo (130 km da Palermo, Sicilia), ha scelto di essere un uomo.
Ha scelto, nonostante fosse nato in una terra piena di problemi, di scegliere una strada onesta.
Meno soldi, meno vizi, niente macchina di lusso, ma tanto onore e tanto vero rispetto.
Il rispetto che, solo chi si alza la mattina per andare a lavorare, merita veramente.

 

unnamed (1)La scelta di non essere agnello, ma leone, Martino la prende presto, prestissimo; tutto inizia quando, a 14 anni, decide di aiutare i suoi genitori nel ristorante di famiglia, alternandosi tra il bancone di un bar e un libro di fisica, tra una ordinazione ai tavoli e un compito di italiano, riuscendo infatti anche a diplomarsi (perito elettrotecnico).

Ma no, a Martino, questo non bastava. Non gli andava bene il diploma, magari da incorniciare, e l’attività di famiglia già avviata.
Lo guardo negli occhi e vedo in lui gli occhi di chi ha fame. Di chi è partito dal basso.
Non voleva rimanere, neanche per un secondo, un semplice agnello baciato dalla fortuna di poter lavorare nel locale di famiglia.

Da Mazara Del Vallo...

Da Mazara Del Vallo…

No, lui no.
Lui, il lavoro, se lo è cercato, da solo e senza domandare aiuto a chi non doveva.
Martino ha deciso in fretta, senza nessun ripensamento, di diventare pizzaiolo.
Cosi’, mentre i suoi coetanei passavano i pomeriggi seduti al bar o in giro con i motorini, il vice campione del mondo Cusumano (più avanti scoprirete quando ha conquistato il titolo), rimboccandosi le maniche, decideva di apprendere l’arte della pizza.
Niente più fine settimana liberi. Niente serate spese a bighellonare per il paese. Niente passeggiate in piazza. Niente fancazzismo. Solamente tanto lavoro, con orati che ti azzerano la propria vita sociale.
Ma lo aveva messo in conto. Aveva deciso di diventare un leone.

Cosi’, nella sua Mazara, centro troppo piccolo per essere considerato una città, ma troppo grande per essere chiamato paese, Cusumano ha deciso di fare gavetta, consapevole di doverla fare: bisognava diventare il migliore.

I risultati non tardarono ad arrivare: già a 18 anni, nel 1995, Martino fu in grado di gestire da solo l’intera pizzeria di uno dei tanti villaggi vacanze dell’isola siciliana.

Certo, per arrivarci ha sudato e faticato.
Ma il suo genio, oltre al duro lavoro, è stato quello di aver avuto una intuizione: per diventare un grande, doveva apprendere dai grandi.
Infatti, è grazie ai pluricampioni del mondo Gabriele, Sergio e Piero Asaro che Martino Cusumano ha appreso questa nobile arte.
Ha iniziato aiutandoli nei weekend (i fratelli Asaro risiedevano nello stesso paese di Martino), quando ancora andava a scuola, per poi dedicarsi a interamente a questa passione ogni singola estate (anche una stagione in Spagna, ricorda soddisfatto Cusumano).

unnamed (2)Ma, chi ha fame, non puo’ fermarsi nel suo paese natale.
La voglia di andare altrove è forte.
La voglia di dimostrare quello che si è, fuori dal proprio territorio di appartenenza, è tanta.

E per Martino la grande occasione non tarda ad arrivare.
Complice l’apertura, a Liverpool, del ristorante di alta classa ‘Il Forno‘, nel 2003 i suoi tre maestri, assieme alla loro equipe, vengono ingaggiati per avviare la pizzeria del locale.

Martino Cusumano ricorda ancora, con un pizzico di orgoglio, quando è avvenuta l’inaugurazione del ristorante, con tanto di spettacolo di pizza acrobatica e di coreografia freestyle.

La voglia di rimanere è tanta e, ovviamente, i gestori del Forno non si lasciano scappare la classe di uno come lui, allora 26enne.
Difatti, il leone di Mazara rimarrà in quel locale per 5 anni, non dimenticando comunque la sua terra: durante questi 5 anni Martino avrà modo di fare diverse stagioni estive in Sicilia, non rinnegando mai le sue origini.

Ma, come detto prima, Cusumano è uno che ha fame.
Non gli basta la consacrazione a Liverpool.
Adesso vuole una pizzeria tutta per sé.
E’ il sogno di ogni pizzaiolo.

liverpool

…a Liverpool.

Siamo nel 2009.
Reincontrando in Sicilia uno dei suoi maestri, Gabriele Asaro, Martino decide di giocarsi la carta della sua vita, creando da zero il locale “Il solito posto“, nella sua mai dimenticata Mazara.
E’ subito un successo senza precedenti. Il suo locale arriverà a sfornare anche 1000 pizze a settimana.

Martino sembra essere soddisfatto, finalmente appagato.
Ma, durante il suo ritorno in Sicilia, il ragazzo diventa uomo. Conosce una ragazza di origini olandesi e diventa padre di un bellissimo bambino.

Cosa fare allora? La scelta si ripresenta: fare il leone o l’agnello?
Rimanere in Sicilia o tornare in Uk, garantendo un futuro migliore al proprio figlio?
La decisione è forte, ma la soluzione è rapida: Martino è un leone, ma suo figlio è ancora un agnello.
Spetterà a suo figlio, tra una decina d’anni, decidere se tornare in Sicilia.
Quando sarà un adulto, ma non adesso.
Si decide quindi di ripartire per la terra di Albione.

Il momento propizio arriva durante il battesimo di suo figlio, ossia quando i padrini del bambino (gli italo inglesi Maurizio e Rosaria, conosciuti nel 2003 come colleghi di lavoro ai tempi de Il Forno), lo convincono a risalire.
Ad aspettarlo è gia pronto un nuovo locale, totalmente pensato e progettato per lui.
Infatti, Maurizio e Rosaria gli fanno trovare, una volta ritornato a L’pool, il Club Pizza, l’unico locale con il forno a legna presente in città.

Il resto è storia di questi giorni.

Martino è un tipo riservato, mi dice tranquillamente al suo posto che nel 2012 ha partecipato al campionato mondiale della pizza, categoria freestyle, in quel di Salso Maggiore Terme, arrivando secondo nella categoria a squadre (un vero e proprio show acrobatico), assieme agli amici di sempre Gabriele Asaro, Luciano Dado e Enzo e Letizia Foderà.
Cosi’ come dice tranquillamente che fa parte del team Acrobatic Pizza World, che tante soddisfazioni gli sta dando (apwacrobaticpizzaworld.blogspot.com).

unnamedSi sbottona solamente quando gli chiedo cosa pensa del modo di fare le pizze, qui in UK.
Cusumano, d’improvviso, diventa un fiume in piena, e mi elenca tutte le differenze che ci sono tra una pizza italiana e un pizza ‘fake‘ inglese.
Nei locali dove ha lavorato lui, ha sempre usato alimenti che vengono importati dall’Italia, ed ha potuto lavorare sempre con i forni a legna.
Parliamo della pizza originale e classica. Insomma, Italiana.

Invece, quella inglese è solamente un prodotto industriale: la pasta della pizza viene cotta in un forno elettrico tramite padelle. E la pasta non viene preparata a mano, ma viene semplicemente comprata già fatta e poi scongelata. E, ovviamente, per stendere la pizza, si usa il mattarello (visibile sdegno da parte di Martino, quando mi racconta quest’ultimo particolare).

Il tempo a mia disposizione è scaduto. E’ già inizio della serata, e sono arrivate le prime ordinazioni.
Devo lasciare il leone di Mazara al suo lavoro.
Riesco solamente a farmi dire che è da anni oramai che è un famoso istruttore pizzaiolo, e che è costantemente contattato sia in Uk che in Italia per consulenze e avviamenti di nuove pizzerie.

Ma, prima di lasciarlo al suo shift, mi rimane un’ultima domanda da fargli:

Martino, cosa consiglieresti ai ragazzi che decidono di fare il tuo lavoro?
Fatelo per passione, non per mestiere“.

Mi saluta, mette il suo cappello all’indietro, quasi fosse un gesto rituale, ed inizia a preparare le prime pizze della serata…

Se volete contattarlo, questa è la sua email: martosplus@hotmail.it

Tutti i testi e le immagini di Martino Cusumano: di Rocco Mela

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