La ricetta per il segno zodiacale del Sagittario



La ricetta per il segno zodiacale del Sagittario: Gnocchi di Castagne.

gnocchi castagne 1Per tutti quelli che, di fronte all’esuberanza dei Sagittario, si lascino intimidire al momento di invitarli a pranzo: oggi siamo qui per venire in vostro soccorso, niente paura. Dall’articolo sul segno zodiacale del Sagittario a tavola,  ricorderete come il problema con costoro non sia certamente il trovare qualcosa che possa piacere loro, perché non sono affatto schizzinosi; semmai, la difficoltà é proprio, al contrario, l’imbarazzo della scelta, oltre a evitare di ostentare ricercatezza e snobismo culinario con loro, che nel castigare i pretenziosi sono assolutamente spietati. Ecco allora il piatto che potrà fare al caso vostro: semplice, facilissimo da realizzare, molto nutriente e gustosissimo; in più originale e con una lunghissima storia alle spalle, cosa che li affascina sempre, irrimediabilmente. Ecco a voi, direttamente dalla notte dei tempi gastronomici italiani, la ricetta degli gnocchi di castagne



Gnocchi di castagne (da Pontremoli)

Per 4 persone:

400 gr. di farina di castagne, 200 gr. di farina di grano

100 gr. di formaggio pecorino invecchiato, 8 cucchiai di olio di frantoio

1 bicchiere e 1/2 circa di acqua tiepida, sale.

Setacciare le due farine mescolandole, metterle a fontana su di una spianatoia e impastare con acqua tiepida e un pizzico di sale, fino a ottenere un amalgama liscio e compatto.

gnocchi castagne

Ok, la foto si riferisce a gnocchi più classici di quelli della ricetta, ma nessuno vi impedisce di farli così.

Con il matterello tirare la sfoglia a uno spessore di 3 mm. circa. Lasciare asciugare per qualche minuto, tagliarla in pezzi quadrati di 4 cm. di lato.

Spolverizzarli con farina bianca perché non attacchino tra loro. Gettare gli gnocchi così preparati in una pentola con acqua già in ebollizione e salata; far cuocere per 10 minuti.

Scolarli e accomodarli a strati in un piatto di portata, cospargendo ogni strato con olio e pecorino grattugiato.

Il pecorino abbondante e invecchiato, col suo sapore piccante, fa contrasto con il dolce derivante dalla presenza di farina di castagne.

NOTE.

Lo Chef Angelo Paracucchi in azione. Foto di Vittoriano Rastelli.

Lo Chef Angelo Paracucchi in azione. Foto di Vittoriano Rastelli.

Questa ricetta, nel leggerla, vi avrà certamente sorpresi in più di un senso. Intanto, la sua provenienza: é stata scritta dall’indimenticabile Angelo Paracucchi, cuoco sopraffino, che grazie alla sua opera di ricerca e divulgazione (anche televisiva: un pioniere assoluto) seppe rilanciare la cucina italiana negli anni ’70, un momento molto buio in cui nessuno nel mondo ci si filava e si ondeggiava tra i due estremi, o pane secco o Campari. Io l’ho trovata nel bel libro di Giuseppe Mantovano, La Cucina Italiana, in cui si parla di ricette ma anche della storia che ci sta dietro e nel quale le castagne ed il loro ruolo nell’alimentazione italiana del passato occupano uno dei posti d’onore. caldarrosteDovete infatti sapere che in certe zone, specialmente collinari o pedecollinari, la castagna, per il suo potere nutritivo, per qualche secolo spodestò in gran parte o addirittura del tutto il frumento come fonte primaria di carboidrati. Ma racconteremo con calma questa storia in un’altra sede.

Poi: sfoglia di 3 mm., tagliata a quadrati?! Ma che gnocchi sono?!?! E qui sta il bello. Nulla vi impedisce di realizzare con l’amalgama gli gnocchi tondeggianti e simpatici che tutti conosciamo. Qui però la ricetta fornita ha un’origine molto antica, e si vede tutto. Intanto, fatevi un giretto anche nel nostro articolo precedente sugli gnocchi, e poi tornate qui al volo.

Fatto? Benissimo.

pulsCome avrete visto, la nostra tanto amata pasta nasce dalla polenta, la puls dei Romani; di qui si originano o tocchetti cotti in varia maniera come gli gnocchi, oppure una sfoglia che può essere sovrapposta a strati di altri ingredienti – e avremo l’antenato della lasagna, ovvero la lagana romana – oppure tagliata a pezzi regolari che possono essere raccolti in un cucchiaio, e avremo l’antenato dei tanti formati di pasta alimentare e certamente di tagliatelle, maltagliati e quant’altro non trafilato.

E questo é appunto il caso della ricetta che abbiamo scritto qui, di origine antichissima, che Paracucchi aveva inserito nella sua raccolta La cucina della Lunigiana (1981). Tenete segnata la Lunigiana, perché l’abbiamo già vista apparire nella storia dell’Erbazzone, ed é una zona cruciale per raccontare la storia dei cibi italiani e non solo.

TestaroliAi più smaliziati, questi gnocchi così inusuali ricorderanno un altro piatto tipico della Lunigiana: i Testaroli, sempre tipici di Pontremoli, nei quali la farina di grano saraceno o di farro sostituisce quella di castagne: nessun dubbio che l’origine sia la stessa e che si tratti di due ricette antichissime.

vino rossoA questo punto, una buona bottiglia di Chianti, magari un Rosso di Montalcino, e il gioco é fatto: gusto, storie, narrazione, sazietà, il Sagittario cadrà tra le vostre braccia in men che non si dica. Oppure, se ha mangiato troppo (come fa spesso) sul divano.

Insomma, cadrà.

Forse.

Licenza Creative Commons Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO SU:

Gastrolabio