La ricetta per il segno zodiacale del Leone



La ricetta per il segno zodiacale del Leone: pasta, fagioli e cozze.

COZZEPersi tra considerazioni filosofiche, etiche e salutistiche, ciascuna con i suoi punti di forza e di debolezza, rischiamo di dimenticarci dell’aspetto astrologico della dieta. Che, per introdurre la ricetta di oggi, é presto detto: non puoi mettere i segni di Fuoco (Ariete, Sagittario e Leone) a regime vegetariano, o dio non voglia, vegano. Stramazzano a terra in men che non si dica; hanno bisogno di molte, moltissime proteine, e anche della sensazione della carne sotto ai denti. Specialmente, ed é ovvio, il Leone; che faremmo sempre contento con una grigliata di Angus, ma siccome siamo in piena estate e vogliamo anche farlo variare un po’  tavola stavolta ne facciamo una delle nostre e lo mettiamo davanti a un primo, tra vegetali e frutti di mare: pasta, fagioli e cozze. Un piatto che nel Nord dell’Italia non si vede molto spesso, e anche per questo l’originalità potrebbe essere premiata.



Tanto per cominciare, gli ingredienti (per 4 persone, ovvero, per 1 Leone):

1 Kg di cozze, 250 grammi di fagioli cannellini, 4 etti di pasta

e poi sale, olio EVO (che non é una marca, lo ricordiamo, ma sta per Extra Vergine Oliva), 1 spicchio (generoso) di aglio, pepe, vino bianco, passata di pomodoro o pomodorini di quelli che tingono, non quelli che vanno tutti in acqua che ormai sono un’epidemia, un bel peperoncino di quelli calabresi, non mortali ma gustosi, e l’ovvio prezzemolo tritato fresco.

Prima di tutto: quale formato di pasta? Qui va un po’ a gusto. Noi vi suggeriamo una pasta che prenda il sugo (perciò rigata), possibilmente corta, e possibilmente bucata, così assorbe ancora meglio i sughi; caserecce, sedani e sedanini, mezze maniche rigate, castellane, mezze penne rigate. Insomma, capita l’antifona, sì?

formati pasta barilla

Poi: le cozze. Valga per le cozze lo stesso discorso già fatto in precedenza per le vongole, che trovate nella ricetta proposta a suo tempo per il segno zodiacale dei Gemelli (niente di più lontano forse tra questi due segni, ma mangiano tutti e due, che vi credete?).

Uguale uguale, stesse considerazioni, compreso il suggerimento di comprarle al supermercato congelate e pulite; altrimenti, seguite le indicazioni di cui sopra e prestate particolare cura alla pulizia, che le cozze sono lunghe da mettere a punto. Sono da tirare a lucido, quei gusci: le barbette, le incrostazioni, la sporcizia, tagliare, raschiare, spazzolare… se siete pratici e siete sicuri di volerci spendere qualche ora di tempo, auguri; cercate qualche video su Youtube che vi insegni a farlo (ce ne sono a dozzine, questo del famoso blog Giallo Zafferano, ad esempio); uguale anche il modo di prepararle per farle schiudere e cuocere, con l’avvertenza che per questi mitili serve qualche minuto in più, circa 10 o 12.

fagioli cannelliniLa scelta dei fagioli invece cade sui cannellini perché hanno un sapore più delicato rispetto ai borlotti o ai rossi, e per questo lasceranno che il sapore delle cozze risalti meglio. E poi, siccome useremo quelli delle scatolette, già precotti (a meno che non vogliate anche qui mettere a cuocere i fagioli freschi o secchi: auguri e pazienza!), si sfasceranno velocemente durante la cottura dando luogo ad una gustosa crema che condirà la vostra pasta in maniera eccellente.

Per tornare a noi: quando avrete finito di preparare le cozze come da ricetta suggerita ; il vino bianco serve per sfumare un po’ durante la cottura, oppure per bervelo voi di nascosto in cucina. Aggiungete i fagioli e lasciateli andare assieme per cinque minuti, pepe, sale, peperoncino e prezzemolo come da vostro gusto. Lasciate riposare e insaporire in padella.

PASTA CON COZZE E CANNELLINI

L’immagine é tratta dal sito delle amiche Cuoche Clandestine, a illustrare una variante della ricetta che proponiamo oggi.

A questo punto, solita solfa conclusiva: cuocete la pasta, tiratela fuori un po’ al dente e, una volta scolata ma non istericamente, mettetela in padella e terminate lì la cottura con l’acqua rimasta non scolata e i liquidi residui delle cozze.

VINO BIANCOSe rispettate le nostre dosi e innaffiate il tutto con un paio di buoni bicchieri di bianco, servendolo in tavola con deferenza, il Leone dovrebbe rimanere sopraffatto da cotanta maestria (specie raccontandogli palle tipo “le cozze le ho prese stamattina all’alba sugli scogli” e bla bla bla) e soprattutto sazio. Altrimenti, aumentate le dosi. Altrimenti, sbattetegli un chilo di carne appena scottata nel piatto e che vada a quel paese.

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La ricetta che vi abbiamo proposto oggi, nelle sue numerose varianti, é un classico di molte cucine meridionali, e specialmente di quella campana. L’immagine della padellata, come già illustrato in didascalia, é tratta dal sito delle amiche Cuoche Clandestine, in cui illustra una variante di quanto proposto qui oggi; potete trovarla a questo indirizzo Web. E vi conviene visitare anche tutto il resto del loro Blog, se siete appassionati di ricette non ve ne pentirete di sicuro.

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