La ricetta per il segno zodiacale dell’Ariete



La ricetta per il segno zodiacale dell’Ariete: la Sheperd’s Pie.

Sheperd's Pie; la foto é tratta da www.bbc.co.uk

Sheperd’s Pie; la foto é tratta da www.bbc.co.uk

Abbiamo già parlato delle attitudini alimentari dei nati sotto il segno dell’Ariete nel nostro precedente articolo: impulsivo e vorace, si orienta di preferenza verso cibi ipernutrienti dai quali trarre, con pochi bocconi, tutto il sostentamento di cui necessita il suo grande sforzo di conquista del proprio mondo, un consumo di energie davvero enorme. Di qui la sua inclinazione a preferire piatti che in un sol colpo riescano a fornire al suo organismo una grande quantità di grassi, di proteine e di carboidrati; insomma, un candidato ideale per il classico pollo arrosto o spezzatino con patate. tagli agnelloMa siccome siamo in vena di cose di Aprile, non riusciamo a pensare a qualcosa di meglio che non sia la ricetta di un altro grande e storico classico: la Sheperd’s Pie., alla lettera, Torta (o meglio, sformato) del Pastore. Di sicuro, la pietanza che metterà d’accordo sia vegani che animalisti, concordi nel biasimo; tuttavia, si tratta di un piatto molto radicato nella storia di tutti i popoli, tra i quali certamente quello italiano, che hanno basato gran parte della propria sopravvivenza sulla pastorizia, e ancora oggi traggono da essa una importante fonte economica e di sostentamento. 



Mrs. Rorer's Philadelphia Cook BookVi sono molte varianti di questa ricetta, diffusa in un modo o nell’altro praticamente ovunque nel mondo. Il termine Sheperd’s Pie compare per la prima volta in un ricettario nel 1886, per la precisione nel Mrs. Rorer’s Philadelphia Cook Book stampato a Philadelphia; ma era una ricetta certamente già nota da quasi un secolo. Nel 1881 The Economical Cook Book di Jane Warren, New York, aveva introdotto invece la Cottage Pie; le due si distinguevano essenzialmente per il fatto che quest’ultima era basata sulla carne di manzo, mentre la prima su quella di montone. Nessun dubbio che la ricetta di cui parliamo oggi sia più antica, nel senso che di pasticci di carne di qualche genere sono pieni i ricettari di tutta Europa fin dagli albori della cucina; quello che però contraddistingue maggiormente queste due ricette é l’introduzione delle patate, che pure se in Inghilterra sbarcarono per la prima volta nel 1520 introdotte dagli spagnoli fino alla fine del Settecento non incontrarono affatto il gusto dei consumatori (la stessa cosa accadde ad esempio in Francia e un po’ dovunque). mutton french schoolAiutò anche nella realizzazione e diffusione di questi pasticci una industria della macellazione più moderna, in grado di fornire ad ogni casa un macinato più fine e facilmente lavorabile. Quanto all’uso della carne ovina, ne parleremo più diffusamente in un altro articolo, per non appesantire troppo questo.

Ora, la ricetta tradizionale, o qualcosa che ci si avvicini; per fare i fighi e parlare anglosassone, vi proponiamo la ricetta che Gordon Ramsay sta contrabbandando un po’ ovunque (per quanto discutibile, Gordon si intende assai più di cucina che di calcio, come potrebbe in qualsiasi momento testimoniare il suo amico Rod Stewart).gordon ramsay

Ingredienti (dai quali capite subito che non potrà mai essere la ricetta tradizionale):

2 cucchiai di olio d’oliva
900 g di carne macinata
I cipolla grande
1 carota grande
2 spicchi d’aglio
3 cucchiai di salsa Worchester
2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
timo fresco tritato
rosmarino fresco tritato
250 ml di vino rosso
400 ml di brodo di pollo
1 kg di patate
50 g di burro
2 tuorli d’uovo
Parmigiano grattugiato
Sale
Pepe nero

PATATA LESSADitemi voi se qualsiasi massaia inglese o americana avrebbe mai usato Parmigiano o olio EVO, ecco. Comunque sia:

Scaldate l’olio d’oliva in una padella, unite il macinato tritato e cuocete a fuoco vivo per 4 – 5 minuti.

Pulite la cipolla e la carota e grattugiatele direttamente insieme alla carne; grattate e mescolate l’aglio insieme al resto, poi unite la salsa Worchester (o qualcos’altro che vi somigli, ma ormai la trovate ovunque ad un prezzo ridicolo). Mescolando spesso, unite il concentrato di pomodoro, timo e rosmarino tritati e continuate a far cuocere per un quarto d’ora circa.  A questo punto aggiungete il vino rosso e lasciatelo evaporare, poi aggiungete il brodo di pollo e portate il tutto a ebollizione; lasciate cuocere tutto per 30 minuti, sempre mescolando, per carità. Insomma: se non lo avete notato, state facendo un ragù.

macinato agnelloTra una mescolata e l’altra lessate per bene le patate e riducetele in puré, con lo schiacciapatate o come vi pare; ovvio che più le avrete lessate meglio sarà per voi. Il puré per essere degno di tale nome sarà completo di burro, parmigiano, sale e pepe, giusto? E aggiungete pure i tuorli d’uovo,proprio qui, se vi stavate chiedendo a cosa servivano. Se vi azzardate a farlo con i preparati di fecola delle buste, ebbene, siete dei temerari; poi però non venite a lamentarvi che il risultato non sembra questo granché. Niente latte come quando fate il puré per altri usi, perché questo deve essere denso e corposo.

Bene; avete il ragù e avete il puré. Imburrate la pirofila e mettete sul fondo la carne (se c’è troppo olio, prima scolatela), poi copritela con il puré. Ramsay prescrive di fare tante onde con la forchetta sulla superficie e di aggiungere scagliette di Parmigiano, ma siamo certi che non sia indispensabile.

Infornate e lasciate cuocere in forno a 230°C per 30 minuti fino a quando non si sarà formata la crosticina, che é poi forse in assoluto la parte più buona.

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