Jessica Fletcher beve il thé tra un omicidio e l’altro



Angela Lansbury mentre, nei panni di Jessica Fletcher, sorseggia un thé in un raro momento di pace a Cabot Cove.

Angela Lansbury théCabot Cove é un ridente paesino che, se ci fate i conti, ha un tasso di omicidi infinitamente superiore a quello, già critico, di Bogotà. Se ti trovi da quelle parti, c’è un unico modo di salvarsi la pelle: mettersi, all’istante, sotto la protezione di Jessica Fletcher. Al limite, dormire ai piedi del suo letto. O dentro di esso. Chissà che Jessica non sfrutti la situazione a suo esclusivo vantaggio. 



C’è una cosa da dire di Angela Lansbury: è brava. E’ sempre stata brava, anzi, bravissima. Alla sua prima apparizione cinematografica, nel film Angoscia, del 1944, riceve subito una nomination per l’Oscar – e si trovava, badate bene, sullo stesso set di Ingrid Bergman. Nel 1945, seconda nomination per la sua intepretazione ne Il ritratto di Dorian Gray, due anni dopo, il primo Golden Globe (ne ha collezionati 6). E’ riuscita a trasformare una sfiga, quella di invecchiare precocemente nel volto, in un’arma letale, saltando già a 25 anni ai ruoli di donna di mezz’età che forse non faranno vincere troppi Oscar, però fanno lavorare come caratterista di spicco per tutta la vita se sei brava. E Angela é brava. Lo avevamo già detto?

oscarComunque, un Oscar lo ha vinto: alla carriera, proprio quest’anno, 2014, dopo essere stata, grazie a Jessica Fletcher, per molto tempo l’attrice televisiva di maggior successo e più pagata al mondo. Il resto della sua carriera, tra versatilità e produttività, é semplicemente da capogiro; linkiamo qui Wikipedia perchè anche solo iniziare a raccontarla in questa sede é inutile.  Noi sappiamo che la ricorderemo sempre per due parti: quella in Pomi d’ottone e manici di scopa, e quella, appunto, de La signora in giallo (Murder, she wrote, la scrittrice ed investigatrice di Cabot Cove, alla quale ci inchiniamo per scongiurare il peggio.

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