Intervista a Sara Lenzi, cuoca a Bruxelles



Sara Lenzi: da Napoli a Bruxelles, riunire le persone che si amano attorno ad una tavola imbandita. 

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A raccontare oggi la sua storia su Gastrolabio é Sara Lenzi. Originaria di Napoli, é partita per uno stage a Bruxelles e… non é più tornata indietro!

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Presentati ai nostri lettori: come ti chiami, e di dove sei originaria?
Mi chiamo Sara, ho 28 anni, sono di Napoli.

Come hai iniziato a fare questo mestiere?
Ho iniziato a lavorare nei ristoranti per necessità. Finito lo stage e la relativa borsa di studio che mi avevano portato a Bruxelles, ho dovuto e voluto trovare un modo per guadagnarmi da vivere. Ho iniziato come aiuto cuoco, poi un passaggio in sala fino alla gestione da sola della cucina.

Quando è scoccata la scintilla per la cucina?
Nei primi viaggi da sola con le amiche avevo capito che cucinare mi avrebbe evitato di lavare i piatti! Poi con il tempo ho realizzato più consciamente che riunire le persone che amo attorno ad una tavola ricolma di piatti preparati da me, è uno dei piaceri più genuini della vita.

10403130_10152911823567416_8366950233662076049_nCome è nato il desiderio, o la necessità, di trasferirti a lavorare all’estero? Un caso, o una scelta?
Fin da piccola mi sono sempre sentita europea ed ho sempre viaggiato molto. Abitare in un paese in cui non sono nata la vedo come una cosa alquanto naturale. Non posso parlare quindi né di scelta di vita né tantomeno di necessità. Il corso delle cose mi ha portato in Belgio e potrebbe portarmi anche altrove.

In quale Paese vivi e in quale città vivi e lavori?
Belgio, Bruxelles.

Quali differenze riscontri nel mondo del lavoro nel Paese in cui vivi rispetto all’Italia?
Non avendo mai lavorato in Italia nel campo della ristorazione mi è difficile il confronto. Il Belgio sicuramente non è l’Eldorado, soprattutto in questo settore il lavoro nero è una realtà. In generale però, ciò che riscontro, è che puoi arrivare più facilmente e senza troppi ostacoli ad avere una vita dignitosa.

ImageQuanti italiani frequentano l’esercizio in cui lavori?
Direi in percentuale il 60% dei nostri clienti

Qualche considerazione in merito?
Per molti expats e soprattutto per gli italiani, è fondamentale ritrovare l’atmosfera di casa nelle piccole cose, nel caso del locale in cui lavoro, nel caffè al bancone, nella pasta fresca, nel cannolo siciliano, in definitiva nella bontà e autenticità dei prodotti.

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