Perché stabilirsi da una parte, se abbiamo il mondo intero a disposizione?



Intervista a Michele Caldora, Cuoco a bordo delle navi da crociera Costa.

Lo abbiamo già detto? Gastrolabio è un contenitore di storie. Non solo del cibo, ma anche di chi lavora nel settore, ad esempio.
Oggi la storia che raccontiamo è quella di Michele Caldora, cuoco a bordo delle navi da crociera Costa, attraverso l’intervista che ci ha rilasciato. Michele si è dimostrato fin da subito disponibile a condividere con noi le sue esperienze, e ci ha anche lasciato una mail, nel caso qualcuno volesse contattarlo: accasetteventicinque@gmail.com

IncheonL’intervista. 

Salve,
Mi fa molto piacere raccontarvi la mia esperienza, dall’inizio un po’ drammatica, ma poi…..

Presentati ai nostri lettori: come ti chiami, e di dove sei originario?

Ciao, sono Michele e sono nato in un piccolo paesino vicino alla costa dei Trabocchi, nel chietino.

Come hai iniziato a fare questo mestiere?

Appena finite le scuole medie ho iniziato facendo le stagioni estive in zona e all’estero, mentre in inverno lavoravo nei week end. ( A 14 anni il cinquantino l’ho comprato con i miei soldi, prima grandissima soddisfazione).

20140407_153656Come è nato il desiderio, o la necessità, di trasferirti a lavorare all’estero? Un caso, o una scelta?

Quando andavo a scuola, sognavo durante le ore di geografia di viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ho scelto la scuola alberghiera un po’ anche per questo motivo; ma a spingermi proprio fuori fu la necessità di avere un lavoro un po più stabile. Così ho fatto la valigia e sono partito su un treno che mi ha portato a Milano, dove sono rimasto per tre anni, finché il locale dove lavoravo ha deciso di chiudere la cucina e funzionare solo come lounge bar. Così ho ricominciato la ricerca di un nuovo lavoro e su Internet ho risposto ad un annuncio di una compagnia di navi da crociera e da allora continuo con questo lavoro.
Diciamo, quindi, che con un po’ di caso, un po’ la scelta, sono riuscito ad unire le mie tre passioni: i viaggi, il mare e la cucina.

Quando è scoccata la scintilla per la cucina?

Da piccolo mi appassionavo ai programmi TV di cucina, poi vedere, ed anche aiutare mia nonna e mia madre, entrambe ottime cuoche, ai fornelli mi divertiva e cercavo sempre di stare con loro in cucina ad aiutarle. Da lì la scelta della scuola, e quindi del lavoro.

1398966034476In quale Paese vivi e in quale città vivi e lavori?

A differenza di molti italiani all’estero, io continuo a vivere in Italia, nel posto dove sono nato per 2 o 3 mesi che sono a terra, fino a quando il periodo di riposo è finito, così riparto per andare su una delle navi della compagnia, sparse per il mondo. Può essere dal centro o sud America, con i Caraibi francesi e statunitensi, fino al Giappone, passando per l’ Europa, i fiordi norvegesi, la Russia con tutti i piccoli stati venuti fuori dopo l’ URSS, Dubai, Egitto, Oman, ma anche Cina, Corea del Sud, Taiwan. … Ecco, negli ultimi tre anni ho vissuto e lavorato in tutti questi Paesi, sempre prendendo lo stipendio in Euro, e sempre con busta paga italiana.

20140313_121811Quali differenze riscontri nel mondo del lavoro nel Paese in cui vivi rispetto all’Italia?

A bordo qualsiasi lavoro è ben più duro dello stesso lavoro fatto a terra, si può lavorare anche per 12 o 13 ore in un giorno, e comunque i turni, anche per la cucina, coprono le 24 ore e le giornate sono ben più lunghe, può anche capitare che, se la nave si sposta di zona (dall’Europa all’America ad esempio), cambi fuso orario togliendo un ora al giorno e, se il cambio si fa di giorno, è come se lavorassi un ora in più….).
Per quanto riguarda il lavoro vero e proprio, c’è più competitività, e più gratificazione, dato il fatto che sono presenti più nazionalità a bordo (indiani, filippini, sud americani ecc.).

20140313_081241 (1)Quanti italiani frequentano l’esercizio in cui lavori?

Dipende da dove si trova la nave, se sono crociere tra America e Europa, circa l’80% dei passeggeri sono italiani, ma le crociere del Sol Levante sono riservate ai nativi di quelle zone, questione di differenze di gusti in fatto di vacanze e anche culinari.

Qualche altra tua considerazione in merito al tuo mestiere che ci vuoi fornire?

20140528_205343È un lavoro duro, sicuramente rischioso (al mio primo imbarco ero a bordo della Concordia quando affondò) , ma che sicuramente da molte soddisfazioni da tutti i punti di vista. Ogni volta che sei a bordo vorresti scendere e tornare a casa, ma lo svegliarti ogni giorno in un posto diverso, vedere i passeggeri che (anche) ti invitano a fare le vacanze ospiti nelle loro case, conoscere posti nuovi, ti ripaga abbondantemente di tutta la fatica.

NOTA: Il titolo di questo articolo é stato scelto dallo stesso Michele, che ce lo ha suggerito in un secondo momento. Lo abbiamo cambiato al volo, perché ci sembra che rispecchi esattamente il suo modo di concepire la vita.

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