Intervista a Daniele Signorile, cuoco a Liverpool



Daniele Signorile é partito a 14 anni alla ricerca del suo futuro e per ora è a Liverpool ma pare non abbia nessuna voglia di fermarsi!

L’ospite di oggi di Gastrolabio é Daniele Signorile, che si è innamorato del mestiere di cucina davanti ad una montagna di piatti da lavare e che ci confida la sua ricetta per riuscire. 

Intervista a Daniele Signorile, cuoco a LiverpoolPresentati ai nostri lettori: come ti chiami, e di dove sei originario?

Mi chiamo Daniele Signorile e sono pugliese di Bari.

Come hai iniziato a fare questo mestiere?

Ho iniziato da ragazzino, un pò per voglia di fuggire di casa un pò perchè non avevo tanta voglia di far pilotare da qualcuno la mia cultura, quindi niente scuola e all’età di 14 anni sono andato a Vicenza da alcuni parenti alla ricerca di futuro!

Quando è scoccata la scintilla per la cucina?

La scintilla scattò difronte a tanti piatti da lavare e un enorme lavandino pieno di padelle sporche! Dietro di me c’era colui che sarebbe stato il mio guru, uno zio napoletano trasferitosi nel vicentino quasi 50 anni fa.
Vederlo cucinare era uno spasso: cantava mentre lo faceva e parlava agli alimenti, non solo ci metteva amore in quello che faceva ma “provava amore” per l’alimento che aveva di fronte.

Intervista a Daniele Signorile, cuoco a Liverpool

Come è nato il desiderio, o la necessità, di trasferirti a lavorare all’estero? Un caso, o una scelta?

All’inizio è stata solo una scommessa con un amico, avevamo 17 anni e partimmo per Marsa Alam e da li non mi sono mai fermato…

In quale Paese vivi e in quale città vivi e lavori?

Adesso mi trovo a Liverpoool, in inghilterra.

Quali differenze riscontri nel mondo del lavoro nel Paese in cui vivi rispetto all’Italia?

Le differenze sono abissali: rispetto del lavoro che fai, la giusta valutazione di quanto vali… non sei tu a dover accontentare ma è il mondo del lavoro che ti scorre sotto le dita e tu devi solo scegliere.
La ricetta è:  passione, umiltà, forza e un pizzico di ambizione.

Intervista a Daniele Signorile, cuoco a Liverpool

Quanti italiani frequentano l’esercizio in cui lavori?

Nel posto dove sono ora siamo in quattro italiani ma due di loro, i titolari, praticamente ci sono solo nati in italia e all’età di tre anni sono venuti qui in Inghilterra, poi ci siamo io e il manager che siamo i “veri” italiani.

Qualche considerazione in merito?

Che dirvi, posso solo dire a chiunque volesse provare a cambiare la propria vita prima di tutto di fare il conto con la realtà dei fatti: il livello della lingua straniera, il livello di esperienza nel lavoro che si è sempre fatto… soprattutto bisogna venire armati della consapevolezza che tutto quello che si è visto in italia qui non vale, sarà completamente diverso, perchè diversa è la cultura, diversa  è la clientela, diverso è il modo di vivere, e quindi diverso dovrai essere anche tu ma SEMPRE E COMUNQUE TE STESSO.

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