Il segreto dell’origine dello Zabaione



Si conclude qui il nostro viaggio alla ricerca delle origini dello Zabaione, con un risultato a dir poco stupefacente.

zabaioneCome ricorderete, quella della ricerca delle origini dello Zabaione era una storia cominciata per scherzo, a partire da una menzione di quella che poi si è rivelata una simpatica leggenda su di un libro che parlava di cibi tradizionali reggiani. Dopo una lunga e faticosa avventura durata due sofferti articoli, qui il primo e qui il secondo, vado finalmente a svelare l’arcano. Siete pronti?



Orbene. Vi ricorderete ( o avrete appena letto, il che é anche meglio) che la parola Zabaione pareva provenire, in assenza di altre etimologie più sensate, dal termine dell’antica Illiria sabaja, o zabaja, derivante da sabaium, che da quelle parti designava una bevanda molto diffusa.

Ora, uno si chiede: ma che c’entra lo Zabaione con una bevanda che bevevano nelle attuali Croazia, Serbia, Albania, Ungheria, Bosnia, Slovenia? Vale a dire: chi se ne frega di cosa bevevano? Che collegamento potrà mai esserci?

E invece: c’è, c’è.

Donna egizia che fa la birra, calcare dipinto.

Donna egizia che fa la birra, calcare dipinto.

La nota bevanda che gli Illiri chiamavano sabaja era arrivata lì attraverso i Greci, che l’avevano trovata molto interessante pur preferendole di gran lunga  il vino; i Romani, che culturalmente in gran parte andarono a rimorchio dell’Ellade, fecero pure di peggio, prendendo il vino ed esportandolo in tutto il mondo tramite le Legioni.  Tuttavia, la seconda scelta era pur sempre molto gradita, ed era quella bevanda che gli ateniesi avevano conosciuta come zhytos e che veniva importata specialmente da Pelusio, in Egitto. Era la birra, ancora molto simile alla bevanda originale sumera, che i greci, anch’essi, come già i popoli mesopotamici trovandola torbida preferivano sbiancare ulteriormente aggiungendo farina o meglio ancora latte.

Dioniso Sabazio, I sec. a. C.

Dioniso Sabazio, I sec. a. C.

Il perchè questa bevanda da zhytos abbia cominciato ad essere chiamata sabaja è altrettanto interessante. i Frigi, un antico popolo dell’Anatolia, aveva un Dio chiamato Sabatius, o Sabazius, o quel che era; proveniva forse dalla Macedonia o dalla Tracia, e per qui rivolgimenti continui che accadono ai pantheon delle divinità delle varie popolazioni quando vengono a contatto l’una con l’altra lo troviamo ora rivale, ora figlio, ora variamente collegato a Kubaba, poi Cibele, Madre Creatrice. Presso i Greci però comincerà pian piano a presiedere alcuni culti misterici legati all’ebbrezza…e da qui diverrà un aspetto di Dioniso, poi acquistato come pacchetto completo dai Romani come Bacco. Dall’ebbrezza alle bevande che causano ebbrezza il passo è chiaro; per i Greci ed i Romani DionisoSabazio fu indissolubilmente legato al vino, mente per gli Illiri, che si trovarono a stretto contatto coi Frigi migranti, divenne la birra di cui abbiamo già parlato nell’articolo sulla birra delle origini; una bevanda a metà tra bere e mangiare, additivata di farina, o latte, o uova, o tutto assieme, fermentata fino a raggiungere un certo tenore alcolico.

L'Imperatore Probo raffigurato su di una moneta.

L’Imperatore Probo raffigurato su di una moneta.

Quindi; inutile chiamare in causa i maghi della cucina di Venezia. Scappi non ha inventato niente, e tanto meno Stefani, addirittura più tardo; non misconosciuti condottieri in quel di Scandiano, e neppure improbabili santi spagnoli. Il sabatium arrivò in Italia molti secoli prima al seguito delle Legioni di uno dei tanti imperatori illirici (ben nove, di cui sette originari di quelle zone); magari, di quello stesso Probo che fu così determinante per la diffusione della vite in tutto il mondo antico ed attuale.

Ma anche questa la racconteremo un’altra volta.

NOTA: Per i più distratti, qui i links per la prima puntata sullo Zabaione e sulla seconda puntata dello Zabaione.


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