Il sapore della Vegemite



Che sapore ha la Vegemite? Una cosa tipo una parentesi rosa tra le parole ti e cestino, per essere poco scurrili.

vegemiteMi sono sempre chiesto come mai la gente impazzisca per la Nutella. In fondo, é una crema di nocciole con cacao, burro e zucchero, insomma. Una specie di cioccolata spalmabile. Figurati se il resto del mondo non ha cose simili. Poi, dopo avere assaggiato la Vegemite, ho capito. Definitivamente. Nel mondo ci saranno anche tante altre cioccolate spalmabili, ma ci sono anche in agguato orrendi pericoli, dei quali non possiamo tacere. Ecco quindi per voi la storia del nostro sacrificio. Perché vi vogliamo bene. 



Antefatto

Alle Cervi mi porta in ufficio due confezioncine di Vegemite, dicendomi qualcosa che nel mio stato confusionale perenne non capisco. Dette confezioncine restano sepolte sotto le pratiche per un buon mese fino a quando, in un momento di fame, non decido di spalmarle sul pane per fare merenda. Dove trovo il pane? Ma dal mio amico Chef Daniele Rossi. Telefono: “Hai sfornato il pane? ” e dopo 5 minuti il pane caldo é lì, pronto per noi. Che servizio. Porto lì la Vegemite, così glie la offro.

Il fatto

Pronti al sacrificio.

Pronti al sacrificio.

Daniele sforna il pane davanti ai miei occhi miopi e lo taglia in due, pronto per accogliere la crema spalmabile. L’odore che si sprigiona dalle confezioni non é esageratamente buono, e comincio a temere che sia scaduta. Leggo la data di scadenza: 14 ottobre 2014. Ok, allora non é scaduta, sono passati solo 10 giorni, nemmeno.

Chiudiamo il paninetto. Al tre: uno, due, e – tre!

Sto cercando di descrivere il sapore che ho sentito. Potrebbe essere una sinergia dei seguenti:

Tamarine– la marmellata lassativa Tamarine (scaduta da un anno, però), con la quale ho riempito le pastarelle che il mio compagno di scuola prepotente mi rubava ogni volta;

– merda di piccione vecchia fermentata;

– un medicinale callifugo con sopra la scritta NON INGERIRE;

– un qualche solvente per vernici Nitro;

– nafta;

gomma vulcanizzata delle scarpe Superga molto economiche di un tempo, di quelle che ti impuzzano la casa per una settimana.

Ok, il posto é giusto.

Ok, il posto é giusto.

In un flash rivedo la scena de Un americano a Roma: ammazza ‘e zozzeria! Questo lo damo ar gatto, questo ar sorcio…

Apriamo il cestino e ricollochiamo il tutto, anche il pane é stato ormai corrotto. Poi tiriamo fuori il barattolone della Nutella e, ringraziando Iddio per averci fatti italiani, rimediamo alle offese sin qui subite.

Adesso ci siamo.

Adesso ci siamo.

“Sai a cosa potrebbe assomigliare? Al savorétt” dice Daniele; io sono dubbioso, ma facciamo la prova. Al tre intingiamo il dito nel barattolo: uno, due e – no, non ci somiglia per niente. Potrebbe essere simile al savorétt se questo fosse fatto con ossido di alluminio e veleno per sorci, magari così…

La Vegemite

La Vegemite é stata inventata nel 1922 dal chimico Cyril P. Callister per trovare un impiego al lievito di birra inutilizzato che l’imprenditore Fred Walker si era ritrovato in grande quantità per le mani. Nel 1935 Walker vendette i diritti del marchio e la formula alla Kraft, ancora oggi proprietaria. La sua grande popolarità nasce nel momento in cui diventa parte essenziale delle razioni dell’Esercito Australiano, grazie al rapporto favorevole della British Medical Association che sostanzialmente giurava che grazie al suo alto contenuto in vitamine del gruppo B questa crema facesse un gran bene alla salute. vegemite re-brandE siccome l’Esercito assorbiva tutta la produzione, la Vegemite venne a mancare nei negozi; poi, quando una cosa non la puoi avere la desideri, e via di questo passo, divenne una icona nazionale australiana, che oggi la spalmano sul pane, la usano per cucinare, la mangiano così con le dita dal barattolo. Solo il 2% dei 22 milioni di vasetti prodotti ogni anno viene venduto fuori dall’Australia; non faccio fatica a crederlo. Di sicuro, loro sono molto fieri di mangiare Vegemite – é il loro cibo nazionale, e altrettanto sicuramente si tratta di una prova di forza e di coraggio che io ho miseramente fallito, di cui possono andare veramente orgogliosi.

Epilogo

Telefono ad Alle Cervi. “Ma tu, prima di offrirmela, l’hai assaggiata? ” “Sì, a me piace un sacco”. A posto.

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