I 10 cibi che fanno ingrassare di più al mondo.



I 10 cibi che fanno ingrassare di più al mondo secondo la classifica pubblicata dall’Huffington Post e da molti altri, e quello che ne pensiamo noi.

mangioneCi piacerebbe mangiare quello che ci pare, e non ingrassare mai. A noi; le nostre nonne la pensavano diversamente. Per loro, ogni etto di grasso messo sulle costole era un rinvio della morte per fame, quindi ampiamente desiderabile. Oggi, possiamo mangiare praticamente quello che ci pare nella quantità che preferiamo, e quei 100 grammi si attaccano alle ossa in un modo molto antiestetico, e siamo additati all’istante come potenziali suicidi.  Come fare ad evitare questo stigma sociale? La risposta che tutti stanno cercando disperatamente é: mangiate di meno. E fioccano le liste dei cibi-paria. Ha avuto un particolare successo quella rimbalzata da mille giornali e blog in tutto il mondo, inizialmente pubblicata da Caroline Morse dello staff di SmarterTravel.com. Andiamo a vedere la classifica dei 10 cibi che più al mondo fanno ingrassare, secondo loro, e poi facciamo due chiacchiere tra di noi.

Allora. La classifica riportata dai blog e siti italiani è questa che segue, riportata fedelmente.

RamenAl 10° posto figura il Ramen, la zuppa giapponese (di origine cinese)  il cui nome significa qualcosa tipo spaghetti o vermicelli, e proprio di questo si tratta: di vermicelli in brodo. I vermicelli sono di frumento; il brodo è però molto ricco, carne di manzo, di maiale, di pollo, lardo, grasso, cotenna, può entrarci un po’ di tutto a seconda della differente interpretazione di questo piatto.

CalzoneAl posto subito una gloria tricolore col calzone ripieno. Per quanti, li compiangiamo, non avessero mai visto un calzone, si tratta essenzialmente di una pizza piegata in due e incollata su di un lato, a formare un gigantesco tortello, e come idea deriva probabilmente dal più piccolo panzerotto. Normalmente la pizza é abbondantemente farcita; prosciutto e formaggio é forse il più classico dei classici. In questa lista si parla di calzone, non già di calzone fritto, che ha dal punto di vista calorico una marcia in più rispetto al suo parente, per così dire, di magro.

jalebiL‘8° posto é tutto per il Jalebi, un dolce molto noto in tutto il Medio Oriente e il subcontinente indiano. La loro origine é quasi certamente persiana – ne parla un trattato di cucina araba del XIII secolo – e di lì si sono sparsi in tutta l’area di influenza islamica. Si tratta di serpentelli di pastella a volte intrecciati in modo fantasioso, che vengono poi fritti nel burro o nell’olio e infine immersi nello sciroppo di zucchero. A noi piace trovare le corrispondenze e le parentele: il Jalebi é identico, aroma più aroma meno, a li frisgioli longhi, le frittelle lunghe, uno dei dolci del Carnevale della nostra Sardegna, ma qui si usa prevalentemente il miele.

Deep Fried Mars BarsAl posto uno dei cibi più orrorifici del mondo: la Deep Fried Mars Bar. Ovvero: prendete una barretta dello snack Mars, intingetela nella pastella per il pesce e friggetela. Per molti anni questo incubo é stato di gran moda in Scozia (dove, come in Abruzzo, si frigge tutto, persino le salsicce); oggi la cosa é un po’ rientrata, ma i molti nostalgici trovano ancora di che rimpinzarsi nei Fish’n’Chips Bar o altrove. . Una versione considerata leggera é quella casalinga che prevede una pastella dolce di zucchero e di uova.

aligot posto per il civilissimo, al confronto col precedente, Aligot, specialità francese del Massif Central; niente più che un puré di patate addizionato con burro, panna, aglio schiacciato e formaggio fuso (tradizionalmente, Tomme de Laguiole o Tomme d’Auvergne), da servirsi accompagnato a salsicce di Tolosa ai ferri o arrosto di maiale. Niente che stonerebbe nel nostro Piemonte, Val d’Aosta o Trentino; una specie di fonduta riveduta e corretta, in pratica.

crepes nutella lamponiA metà classifica, al posto di nuovo una gloria italiana che, chissà perché, viene intesa come francese: le crêpes con la Nutella, delle quali pubblichiamo una foto con la golosissima variazione ai lamponi dal sito www.thenovicechefblog.com. Ah, dite che é francese perché le crêpes sono francesi? Balle.  Crêpe deriva dal latino crispus (arricciato, ondulato: crespo) e/o dal greco  Χρισπος  (crispos: avvolto, arrotolato). A meno che non vogliano attribuirsi la paternità della Nutella, nientemeno. E finiamola una buona volta, con questo mito della sacra cucina francese!

adjarian khachapuri posto per il Khachapuri della Georgia, una sorta di gustosa focaccia al formaggio che nella sua forma più nota assomiglia ad una specie di pizza; in questa classifica però é stata considerata la variante cosiddetta Adjarian, nella quale la focaccia é fatta a forma di barchetta e in mezzo, oltre al formaggio, vengono inseriti prima della cottura un uovo sgusciato e una ricca noce di burro. O anche due noci di burro. O anche un paio di etti. Sconosciuta l’origine esatta di questo  pane: in questo crocevia etnico, cengia tra Europa e Asia a ridosso della Turchia, é facile mescolare le tradizioni e far perdere le tracce di un piatto.

poutineAl posto troviamo la gloria nazionale canadese: il Poutine, mucchio di patate fritte con sopra una specie di salsa barbecue di sugo di carne arrosto e burro, infilate in un letto di formaggio fuso cheese curd e con sopra altro cheese curd a fondere, quando le patate sono ancora calde di frittura. Esattamente quello che ci sbafferemmo mentre con l’altra mano reggiamo una birra monumentale.  E’ il piatto nazionale del Canada. Se poi noi italiani ci vantiamo di avere una cucina molto interessante, nel mondo ci tacciano di snobismo, capite? Magari i Belgi, il cui piatto nazionale sono le patate fritte con le cozze.

churros posto per i Churros spagnoli, il cui odore, come per le nostre frittelle bisunte, impesta ogni fiera e Luna Park che si rispetti da quelle parti. La ricetta di base é semplicissima: si fa una pastella e poi tramite un qualche sistema di estrusione la si fa scendere direttamente nell’olio bollente, ancora caldi si spolverano di zucchero e di lì, sempre caldi, si tuffano in gola. Se si raffreddano, ovviamente, metà del sapore svanisce. E’ un cibo che in Spagna ha la stessa funzione dei nostri bomboloni alla crema: dopo una notte brava, prima di andare a letto, via di Churros. La domenica mattina, una colazione molto tradizionale é tuffarli, prima che in gola, nella cioccolata fusa.

AcarajeE finalmente, al 1° posto – rullo di tamburi! – sarà…sarà… l’Acarajé della gastronomia afro-brasiliana, una specie di tortello fritto ripieno ottenuto creando un impasto di fagioli  feijão-fradinho, cipolla tritata e sale e facendone pallottole che, una volta fritte in olio di palma, vengono poi farcite con crema di verdure e pesce, gamberetti, peperoncini, patate, pomodori e credo vada poi bene un po’ di tutto, insomma. Il venditore di cibo di strada offre sempre il primo Acarajé preparato a lla divinità Exu, il primo tra gli Orixà della religione Candomblé; il secondo alla divinità dell’Olio di Palma per scongiurare gli infarti, col resto ci campa.

NOTE – PER I PIU’ CORAGGIOSI

Se vi sentite abbastanza coraggiosi, noi abbiamo considerato con attenzione questo articolo che ha impazzato sul Web per un bel pezzo e, dopo accurata riflessione, abbiamo scritto quello che pensiamo del tutto in un secondo articolo di approfondimento. Siete sicuri che questi siano i cibi più calorici del mondo, come ci stanno raccontando? Oppure, ce ne sono di molto più insidiosi nella vita di ogni giorno? Se avete il fegato di farlo, andate avanti con la lettura in questo articolo di approfondimento.

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